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martedì 18 febbraio 2014

Scambi di esperienze

Oggi ha avuto luogo il primo dei tre appuntamenti di formazione sulla didattica digitale. I colleghi mi hanno chiesto di condividere alcune delle pratiche legate alle sperimentazione della classe 2.0 e all'ultimo progetto con il quale abbiamo esteso quell'esperienza alle nuove classi.
Ho pensato quindi di proporre anche a loro una serie di nuove attività, vicine ad una didattica laboratoriale, comunque il più lontano possibile da una lunga, noiosa e poco produttiva sequenza di slide.
Date quindi alcune indicazioni iniziali ho subito pensato di introdurre l'uso di importanti applicativi in grado sollecitare il lavoro cooperativo ma soprattutto alcuni indispensabili tools per archiviare, selezionare e classificare l'enorme flusso infomativo proveniente dalla rete per costruire risorse strutturate sempre reperibili e disponibili.
Ho pensato che Diigo, sia per le sue funzioni specifiche sia per le potenzialità che esprime anche nell'analisi e nella condivisione delle risorse web, potesse costituire un buon punto di partenza.
Ho notato tanto interesse, grazie anche ai pc presenti in aula per provare subito l’applicazione; anzi abbiamo subito pensato di costituire un piccolo network della scuola: un’attività che, se sostenuta nel tempo, sono sicuro, porterà enormi benifici nelle pratiche non solo didattiche di tutti.
Il prossimo appuntamento sarà dedicato alle Google Apps: alle loro funzioni specifiche di produzione ma soprattutto alle interessanti possibilità di scambio e condivisione dei documenti e delle risorse.

mercoledì 23 marzo 2011

Sui rischi nel web


"L'intento è di mettere in guardia da contatti on line insicuri suscettibili di trasformarsi in incontri dove si perpetrano abusi. Una volta divenuti consapevoli dei pericoli cui possono incorrere sono proprio i ragazzi i migliori educatori in quanto sono in grado di meglio interloquire e trasmettere ai loro coetanei le conoscenze adeguate per impare a difendersi dai criminali del cyberspazio"

venerdì 9 luglio 2010

Reputazione digitale

Quest'anno, in un ciclo di lezioni dedicate all'educazione alla cittadinanza, abbiamo letto e approfondito il documento intitolato "Non cadere nella rete" a cura, fra gli altri, della Polizia delle comunicazioni e del Moige.
I ragazzi hanno subito notato quanto spesso si ripeteva il consiglio di divulgare con attenzione e parsimonia dati e notizie riguardanti la vita privata: dati sensibili, come numero di telefono, abitazione, foto, ecc. ma anche abitudini quotidiane o dettagli relativi ai rapporti interpersonali, agli hobbies, ai momenti di svago. Seppure gli obbiettivi principali dell'azione formativa, responsabilità e consapevolezza dei pericoli della navigazione in rete, erano già impegnativi, come spesso capita con i ragazzi, la discussione sull'argomento si è spinta oltre.
Una riflessione importante è stata fatta attorno al destino dei dati in forma digitale divulgati in rete e di quale controllo è possibile esercitare su di essi soprattutto in relazione ad usi tendenziosi o, peggio, fraudolenti.
E' proprio di questi giorni una serie di articoli, su diversi quotidiani, che hanno come oggetto la reputazione digitale.
Sempre più spesso responsabili del personale, selezionatori o referenti di aziende sbirciano sulla rete, attraverso i principali servizi di Social Network, abitudini e costumi dei candidati o dei propri dipendenti.
Quanto questo sia moralmente giusto se non penalmente rilevante, dato che ci avviciniamo molto alla violazione della privacy, è nelle riflessioni e del dibattito che hanno suscitato questi articoli.
Ai ragazzi suggerisco di guardare attentamente questo divertente filmato che,  seppure in inglese, come si suol dire, vale più di mille parole.
Ocio!!!